Castello Destino

Doomstadt, Latveria

La sala del trono è un anacronismo costante: illuminata solamente dalle fiamme delle torce fissate ai muri, ma equipaggiata con i più moderni schermi ultrapiatti. Uno di essi sta trasmettendo lo stesso messaggio preregistrato ricevuto dai governi di tutto il mondo:

<<Sono Abigail Brand, Direttrice dello S.W.O.R.D. Questo è un messaggio priorità Omega Nero: se lo ricevete, siamo nella #CENSURATO# fino al collo. Preparatevi ad un attacco militare su scala globale: con effetto immediato, dichiaro lo status di Defcon Zero. A partire da adesso, la Terra è ufficialmente in stato di guerra>>[i]

L’uomo sul trono non reagisce. La donna al suo fianco, il Primo Ministro Von Bardas, sospira.

-Un’altra invasione aliena. Devo attivare il campo di forza nazionale, Lord Destino?

-In ciò che gli uomini comuni vedono come la fine del mondo, Von Bardas, Destino vede un’opportunità. Raduna gli alleati... questa apocalisse si preannuncia molto vantaggiosa.

 

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#19 – Onore tra i tiranni

di Fabio Furlanetto

 

Questa storia si svolge durante Vendicatori 99/100

 

Lo chiamano il Pensatore Pazzo. Nonostante detesti l’aggiunta dell’aggettivo, oggi capisce perché menti semplici potrebbero definire tale qualcuno che ha accettato di lavorare per il Dottor Destino.

Il laboratorio di cibernetica che ha messo a sua disposizione è il più avanzato del mondo, persino più di quello a cui il Pensatore è abituato, per quanto gli dispiaccia ammetterlo.

Una donna dai capelli castani e dal costume verde entra nella stanza, senza presentarsi. Non che ce ne sia bisogno: il Pensatore conosce da poco Lancer, l’agente cyborg di Destino, ma ha intuito che riceve un trattamento preferenziale rispetto agli altri servi.

-Pensatore. Sei convocato da... è quello che penso? – chiede Lancer, indicando lo schermo che il Pensatore stava fissando. Mostra una giovane donna dai lunghi capelli corvini; la metà sinistra del corpo indossa un’armatura simile a quella di Destino, quella destra uno spaccato schematico di microcircuiti che circondano uno scheletro metallico.

-Morgana Von Doom, sì, la sedicente figlia di Destino. Non ho mai visto un androide così sofisticato... persino io devo ammettere un po’ di gelosia professionale.

-Stai attento a come ne parli, allora, Destino la considera veramente sua figlia. Hai anche avuto la possibilità di analizzare il suo cervello per capire come mai è, ecco...

-Sociopatica?

-Pensavo più “matta come un cavallo”, ma sì, anche quello.

-Ci sto lavorando, ma Destino ha altre priorità. A proposito delle quali, perché ti ha mandata qui?

-Destino ha convocato il consiglio di guerra ed ha richiesto la tua presenza.

 

Sala della Guerra

Sulla superficie del grande tavolo quadrato sono proiettati ologrammi che rappresentano una flotta aliena, completa di attuale posizione e proiezioni tattiche dei loro probabili spostamenti.

Destino siede a capotavola, naturalmente. Alla sua destra siedono i suoi figli, Kristoff e Morgana, entrambi in armatura da combattimento, Lancer ed il Pensatore Pazzo. Alla sua sinistra il Primo Ministro, il Ministro della Guerra (Latveria è uno dei pochissimi paesi al mondo a chiamare ancora così il Ministro della Difesa) e gli ultimi due consiglieri speciali reclutati da Destino... l’Inumano Maximus ed un’adolescente bionda con una M tatuata su un occhio, l’americana Layla Miller.

-Secondo i calcoli del Pensatore l’attacco principale si concentrerà su New York City, ma le forze sono sufficienti a lanciare un attacco su scala planetaria – riassume Von Bardas.

-Un’altra Guerra dei Mondi – commenta Lancer; il ricordo dell’invasione che ha causato la morte di suo marito e l’ha ridotta in fin di vita, prima che Destino la ricostruisse, è ancora fin troppo vivido.

-Purtroppo non abbiamo informazioni precise sul loro scopo – nota il Ministro della Guerra.

-Maximus può aggiornarci. Conosce molto bene questa flotta – interviene Destino.

-Ma davvero? E tu come faresti a saperlo, di grazia? – chiede l’Inumano.

-Perché io sono Destino. Se vuoi mostrarti utile alla mia causa, Maximus, questa è la tua chance.

L’Inumano sembra risentito per essere stato richiamato all’ordine, ma solo per un momento: il suo folle sorriso ritorna ancora, mentre usa i comandi del proiettore olografico per cambiare immagine. Ora mostra la nave madre della flotta nemica, un enorme vascello nero dall’aspetto intimidatorio.

-Questa è la Vanth, la nave ammiraglia dell’Ordine Oscuro. La maggior parte delle altre navi sono di origine Badoon e non sono davvero importanti. Ma la Vanth è un vero capolavoro.

-Conosci questo Ordine Oscuro, padre? – chiede Kristoff.

-Un attacco diretto alla Terra non sembra nel loro stile – nota Destino.

<<Infatti. E’ Thanos a comandare quella flotta>> interviene una voce distorta elettronicamente.

Un altro uomo in armatura è comparso nella stanza. Morgana scatta immediatamente in piedi ed attiva i sistemi d’arma senza pensare.

-Come osi invadere la casa di mio padre!?

Prima che possa rilasciare abbastanza distruzione da ridurre in macerie la stanza, Kristoff le ha afferrato il polso; la sua armatura assorbe l’energia di quella della sorellastra, quanto basta per evitare che faccia fuoco. Destino, invece, non ha mosso un muscolo.

-Non essere stupida, non vedi che è solo un ologramma?

<<Potresti almeno fingere di essere sorpreso di vedermi, Destino>>

-Kang il Conquistatore. Dubito che tu sia responsabile di questa invasione, ma sapevo che ti eri recato in quest’epoca per chiedere aiuto ai Vendicatori.[ii]

<<E non soltanto a loro. Thanos è diretto verso la Terra, Destino, con l’intenzione di trasformarla in una bomba capace di distruggere tutta la vita nella Galassia!>>

-La sua creatività è ammirevole.

<<Non è il momento di scherzare, Destino: Thanos deve essere fermato e lo sai benissimo>>

-Naturalmente. Ma non da te.

<<Io ho messo da parte il mio orgoglio quanto basta per affidarmi ai Vendicatori, Destino; non puoi fare altrettanto e dimenticare la nostra rivalità, per il bene del pianeta?>>

-Questa è la differenza tra di noi, Conquistatore: Destino non ha bisogno di nessuno.

La trasmissione si intromette bruscamente, negando a Kang il diritto di replica. Destino non perde tempo ed armeggia con i comandi nascosti all’interno del guanto destro; poco dopo, il tavolo trasmette l’ologramma di un’astronave a forma di spada.

-La nave di Kang, sfasata di alcuni secondi rispetto al flusso temporale per mantenerla invisibile ed intangibile. Il solito stolto, convinto di conoscere i misteri del tempo più di Destino stesso.

-Ho visto mezzi simili nei miei viaggi. Sconsiglio un attacco diretto – suggerisce Kristoff.

-Stai forse insinuando che l’esercito di nostro padre sia inferiore a quello di Kang? – risponde Morgana, sbattendo il pugno sul tavolo.

-Non ho intenzione di distruggere quella nave, Morgana. Intendo impossessarmene – puntualizza Destino.

 

Damocle III, in orbita attorno al pianeta

In plancia di comando, la donna conosciuta come Ravonna osserva il pianeta sotto di lei. Lei è la compagna di Kang, la regina del suo impero temporale ed in questo momento la comandante del suo più possente vascello.

Come sempre, ha seguito Kang per amore e per lealtà. Sarebbe stato semplice restare nel lontano futuro in cui i due amanti regnano senza opposizione su migliaia di mondi, ma l’ossessione di Kang per il ventunesimo secolo li ha portati ad uno scontro con Thanos. Mentre Ravonna si interroga sulla propria situazione, uno degli ufficiali richiama la sua attenzione.

-Regina Ravonna! C’è stato un tentativo di accesso non autorizzato ai nostri computer.

-Abbiamo un intruso a bordo?

-No, mia regina, ma abbiamo rintracciato il segnale: proveniva dalla Terra.

Ravonna osserva la mappa che indica la provenienza del segnale, una remota regione in Europa.

-Devo informare il Conquistatore, mia regina?

-Non ce n’è bisogno. Mi occuperò personalmente della faccenda – risponde Ravonna.

 

Nei cieli sopra Latveria

Un’astronave Badoon esplode quando due robot d’assalto la oltrepassano colpendola come missili. Lancer osserva l’esplosione dalla plancia di un altro velivolo, dove è comparsa con un teletrasporto a corto raggio alle spalle del pilota prima di aprirne a metà il cranio con le proprie lame di energia.

Non perde tempo a fare altrettanto con il successivo; di solito non prova così tanto piacere nel massacrare i propri nemici, ma questa è un’occasione speciale.

Se avesse avuto questi poteri all’epoca dell’invasione marziana, suo marito sarebbe ancora vivo e lei non avrebbe dovuto sacrificare la propria umanità per poter camminare ancora. E se non ci fosse Destino i latveriani sarebbero facili prede per questi invasori, quando non c’è nessun eroe in vista.

E’ in momenti come questi che si ricorda perché gli ha giurato fedeltà. Non si fa illusioni e sa benissimo che Destino è un uomo malvagio, ma il mondo non ha bisogno solo di eroi.

I suoi pensieri sono interrotti quando la nave esplode. Lancer lascia che siano i suoi circuiti a prendere il controllo, muovendo il suo corpo con un’agilità di cui lei non è capace e facendola atterrare in piedi, non troppo distante da chi l’ha quasi uccisa.

-Morgana! Stai più attenta, per poco non mi facevi esplodere!

La cosiddetta Principessa Destino non l’ascolta, intenta a focalizzare tutta la propria potenza di fuoco sulla flotta nemica. Una pioggia di rottami fumanti colpisce Latveria, e gli alieni sembrano aver recepito il messaggio perché le navi successive si diradano.

-Tornate qui! La vostra punizione per aver invaso il regno di Destino non è ancora finita!

Una delle astronavi non si limita a fuggire, però. Rilascia qualcosa, che precipita a terra con abbastanza velocità da sembrare un missile. Anche se al contatto con il suolo crea un cratere, però, non è un’arma come tutte le altre: è un umanoide rettiliforme alto quasi tre metri. Ruggisce.

Lancer accede al proprio database interno, ed i sensori evidenziano numerose modifiche genetiche e cibernetiche a quello che viene identificato come un alieno della razza Badoon.

-E’ questo tutto quello che avete da offrire? – chiede Morgana.

-Le tue armi primitive non sono all’altezza di un Mostro di Badoon – la canzona l’alieno.

-“Primitive”!? – ripete Morgana, usando i razzi dell’armatura per sollevarsi ad un’altezza sufficiente a colpire il mostro con un gancio destro alla mascella.

-Questa armatura è stata costruita da mio padre! Ti rimangerai le parole! – grida Morgana, ed il suo secondo pugno è abbastanza forte da strappare la mascella d’acciaio del mostro.

Per qualche istante Lancer si chiede se debba intervenire, ma non perché abbia dei dubbi sul fatto che Morgana possa vincere questo scontro. Ma perché non si limita a mettere a terra il Badoon: sale sul suo petto ed inizia a prenderlo selvaggiamente a pugni, senza fermarsi neanche quando la sua scatola cranica si spacca schizzando la faccia della ragazza con sangue verde.

-Guarda cosa succede a chi si oppone a Destino! Guarda! Guarda!!!

Lancer si avvicina con cautela. Non credeva avrebbe mai provato compassione per un alieno, ma la reazione psicotica di Morgana è agghiacciante: si ferma solamente quando tutto quello che resta da prendere a pugni è una poltiglia di cervella. Lancer non osa dirle niente: sapeva che la ragazza era meno umana di lei, ma non aveva idea fosse così disumana.

-Muoviamoci. Dobbiamo ripulire il regno da questa feccia prima che mio padre ritorni.

 

In orbita attorno alla Terra

La nave è estremamente piccola, quasi claustrofobica. Kristoff Von Doom siede al comando, attivando senza alcun problema i comandi estremamente complessi nonostante li veda oggi per la prima volta. Dopotutto sono basati su antichi progetti che la sua mente ha ereditato assieme a tutti gli altri ricordi scaricati nel suo cervello.

-Siamo sicuri che non ci vedano? – chiede Maximus.

Al di là del vetro è possibile ammirare una battaglia straordinaria: centinaia di membri del Corpo dei Nova sono all’assalto della nave di Thanos, assieme ad un vascello a forma di spada.[iii]

-La Damocle III è entrata pienamente nel flusso temporale per combattere la nave di Thanos, mentre noi siamo ancora sfasati. Non possono rilevarci – risponde Kristoff.

-Questo sarebbe un ottimo momento per un attacco a sorpresa contro la Vanth.

-No – interviene Destino: il suo rifiuto del suggerimento dell’Inumano è l’unica parola pronunciata da quando questo piccolo vascello ha lasciato la superficie.

-La nave di Thanos è molto più potente ed avanzata di quella di Kang, non capisco perché quest’ultima ti interessi così tanto.

-Destino non ti deve spiegazioni, Maximus, ma lo scoprirai presto. Kristoff, portaci dentro.

Senza ulteriori discussioni, la nave si sposta nel tempo e nello spazio.

 

Castello Destino, Doomstadt

Il Pensatore preferisce lavorare da solo. Non ha mai apprezzato le alleanze con altri geni ostili alle forze dell’ordine, e sperava che accettare un’alleanza con il Dottor Destino gli avrebbe permesso di lavorare in santa pace.

Invece Destino non solo pretende di avere voce in capitolo riguardo i progetti a cui si può dedicare, ha persino avuto l’ardire di affibbiargli un’adolescente.

-Lo sai che quello che stai facendo è assolutamente inutile, vero?

-Lasciami lavorare in pace, ragazzina – la redarguisce il Pensatore, continuando a darle le spalle per concentrarsi sul ricevitore a lungo raggio.

-I computer di Thanos sono sicuramente troppo complessi per poter ottenere un accesso remoto; piuttosto, dovresti concentrarti su qualche sistema meno critico.

-Destino ci ha già pensato: vuole esaminare i filmati di sicurezza della nave, ma sono protetti da un protocollo senziente che modifica costantemente le frequenze. Senza disattivare il protocollo, ci vorrebbero decenni per identificare...

-Tentar non nuoce – lo interrompe la ragazza, premendo alcuni tasti a caso. Il Pensatore aborre la violenza, ma questa peste gli sta seriamente facendo considerare il ricorso alle punizioni corporali.

-Ferma! Questo è un procedimento estremamente complicato, non puoi... un secondo, hai inserito la frequenza corretta! Come facevi a sapere...

-Il fattore imprevedibile è sempre stato il tuo tallone d’Achille, Pensatore, ma io sono Layla Miller... so molte cose, soprattutto quelle che non dovrei sapere.

Il Pensatore sospira, costretto ad ammettere che il talento della ragazza complementi il suo principale punto debole. Ma la sua attenzione è diretta a ciò che il trasmettitore sta ricevendo: registrazioni interne della nave, che mostrano un gruppo di umani infiltratisi nella Vanth.[iv]

-Una task force dei Vendicatori, forse? Riconosco USAgent, la precedente Donna Ragno e Tigra, ma non gli altri tre – ammette il Pensatore.

-Neanche io riconosco l’altra donna... sì, non ho detto di sapere tutto, solo molte cose. Il ragazzo è Amadeus Cho, ci siamo conosciuti alla Scuola Xavier.[v] Quanto all’altro...

Layla Miller fissa l’uomo con la mascherina domino ed il braccio bionico conosciuto come il Soldato d’Inverno.

-...dovrò parlarne con Destino. Credo che troverà la cosa molto, molto interessante.

 

Nave spaziale Damocle III

Ravonna è furiosa. Quella che sarebbe dovuta essere una battaglia gloriosa si è dimostrata un disastro: la Vanth è riuscita a respingere l’attacco del Corpo dei Nova, e la Damocle III è ora l’unica nave a poter continuare la battaglia.

-Massima energia ai sistemi offensivi! Dimostriamo a questi primitivi di cosa siamo capaci!

Mentre la nave è sotto un bombardamento continuo, qualcosa abbatte una delle pareti. Sulle sue macerie si erge il Dottor Destino, con le braccia incrociate in segno di conquista.

-Lady Ravonna. Destino desidera parlarti.

-Come osi!? Uccidete gli intrusi! – ordina Ravonna, ed i suoi soldati non esitano ad obbedire.

Destino lascia che i colpi delle loro pistole laser siano assorbiti dal suo campo di forza personale, permettendo a Kristoff di proseguire la battaglia da solo.

-Stai indietro. Se mi credi indifesa, ti sbagli di grosso – dice Ravonna, estraendo la propria arma e minacciando di usarla contro Destino a distanza ravvicinata. Quest’ultimo non sembra curarsene mentre si dirige alla poltrona di comando, sedendosi come se fosse il suo trono.

-Hai altro di cui preoccuparti. Stai per perdere questa battaglia.

-E’ una minaccia?

-Una constatazione. Faresti bene a reggerti a qualcosa, ora.

Tutta la Damocle III trema, colpita da qualcosa che fa impallidire l’arsenale precedentemente scatenato dalla Vanth. Ravonna perde l’equilibrio ma riesce a non cadere, anche se questa è la massima estensione del controllo che ha ora sulla nave.

-Siamo stati colpiti da un’arma non convenzionale. Scudi temporaneamente fuori uso – comunica Kristoff, spostando il cadavere del soldato a cui ha sparato per poter leggere meglio la console.

-Riconosco la firma energetica. Proxima Media Nox, il braccio destro di Thanos... la pazza che ha rubato la Vanth all’Ordine Oscuro – chiarisce Maximus, dando una rapida occhiata ai dati trasmessi dai sensori. Passeggia tra i cadaveri con naturalezza.

“L’Ordine Oscuro. Di nuovo quel nome” pensa Kristoff.

-Non ti credevo così pazzo da allearti con Thanos, Destino, ma mi consola il pensiero che ora morirai qui con noi – lo sfida Ravonna.

-Destino è in cerca di alleati oggi, Lady Ravonna, ma non della morte.

La Vanth è pronta a fare fuoco sulla Damocle III, e senza scudi quest’ultima non ha nessuna chance. Qualcosa però si frappone tra le due navi: la stazione spaziale conosciuta come la Vetta, di proprietà dell’organizzazione internazionale S.W.O.R.D., che si scaglia come un coltello contro la nave di Thanos.[vi]

L’esplosione allontana la Damocle III dalla Terra; la nave da guerra è gravemente danneggiata, ma ancora pronta a continuare la battaglia se necessario.

-Sei ancora convinto della superiorità militare di Thanos, Maximus? – chiede Destino.

-Non capisco: non sei alleato del Titano Pazzo e non sei mio nemico. Da che parte stai? – chiede Ravonna, completamente persa nel succedersi degli eventi.

-Desidero proporti un’alleanza, Ravonna. Un accordo che può plasmare la storia.

-E questo ti sembra il momento migliore per farlo!?

-Rifletti, Ravonna. Quando la cenere si poserà sulle rovine di questa guerra, vorrai che Destino sia al tuo fianco a sostenerti.

Soltanto adesso la sicurezza raggiunge la plancia, una squadra d’assalto pronta a riconquistare il comando. Kristoff è più che pronto allo scontro, mentre Maximus li saluta con un sorriso.

-Benvenuti! Unitevi alla festa...non volete davvero spararci, vero?

-Maximus, no. Niente controllo mentale – obietta il Dottor Destino.

-Cosa? E perché? Credevo volessi rubare questa nave – risponde l’Inumano.

-Ciò che voglio è la fiducia di Ravonna. Non verserò altro sangue, oggi.

-Hai un modo molto strano di cercare la fiducia altrui, Destino. Sei seduto sul mio trono.

-Solo perché volevo che ti ricordassi che è tuo, non di Kang – risponde Destino, alzandosi e lasciando il posto alla regina.

-Potrei ordinare di tagliarti la testa, questo lo sai vero?

-Potresti ordinarlo, certo. Ma potresti assicurarti che il tuo ordine sia rispettato?

Ravonna e Destino si scambiano un’occhiata di sfida, e per qualche secondo c’è la possibilità che le ostilità ricomincino. Questo fino a quando Kristoff non richiama la loro attenzione:

-Abbiamo una visuale su Thanos.

-Sullo schermo – ordina Ravonna, sedendosi sul trono e mantenendo Destino alla propria destra.

 

Lo scontro è brutale. Eroe dopo eroe cade di fronte all’inarrestabile potere di Thanos, e la splendida Central Park viene rapidamente ridotta ad una zona di guerra coperta di fuoco e fiamme.

-Spero che stiamo registrando – dice Maximus, evidentemente estasiato di vedere i suoi nemici sputare sangue nell’inutile tentativo di vittoria.

-Riavviciniamoci al pianeta. Non può mancare molto al segnale – ordina Ravonna.

-Segnale? Di cosa stai parlando? – chiede Kristoff.

-Kang ha intenzione di fare fuoco su Thanos non appena i Vendicatori lo avranno indebolito a sufficienza, distruggendo tutta New York assieme a lui – risponde Destino.

-E tu come fai a saperlo? – chiede Ravonna.

-Perché al suo posto farei la stessa identica cosa.

-Padre, ci sono milioni di innocenti in quella città! Vuoi davvero reclamare la tua vittoria con un mezzo così vile e codardo? – domanda Kristoff.

-Abbiamo ricevuto il segnale. Pronti a fare fuoco – annuncia uno degli ufficiali.

-Appoggi davvero la mia tattica, Destino? Non hai intenzione di fermarmi? – chiede Ravonna.

-Fai ciò che devi, Lady Ravonna. Ma decidi se combattere le tue battaglie o quelle di Kang.

La regina del futuro riflette sulle parole del tiranno in armatura, ma poi ordina con tono pacato:

-Fuoco.

Al suono di una parola e al tocco di un pulsante, la Damocle III rilascia una potenza inimmaginabile che procede alla velocità della luce in direzione della Terra. Sullo schermo, una palla di energia raggiunge New York City... ed inverte la propria direzione, ritornando al mittente e colpendo la Damocle III.

Una pioggia di scintille si abbatte sulla plancia, ed una dopo l’altra centinaia di esplosioni si fanno strada lungo tutto lo scafo della nave.

-Cosa cosa è stato!? Rapporto!!!

-Thor. Il Dio del Tuono ha deviato il colpo – spiega il Dottor Destino.

-Non è possibile! Niente è così potente!

-Armi, scudi e propulsione completamente fuori uso! – comunica Kristoff.

Come se le brutte notizie non bastassero, lo schermo principale funziona ancora quanto basta per mostrare un centinaio di Nova accerchiare la Damocle III.

<<Attenzione, nave non identificata! Il vostro attacco non provocato ad un mondo indifeso è una violazione degli Accordi di Rigel. Preparatevi ad essere abbordati>>

-Non consegnerò la mia nave ad un branco di primitivi – risponde Ravonna a denti stretti.

-Bene bene, guarda un po’ chi ha un disperato bisogno di un alleato adesso – commenta Maximus.

Ravonna si volta verso il Dottor Destino. Giurerebbe che, sotto quella maschera, sta sorridendo.

-Avevi ragione, Destino, devo chiedere il tuo aiuto. Puoi portarci via di qui?

-Avrò bisogno del pieno accesso ai sistemi informatici della nave, Lady Ravonna.

-Sto trasferendo il controllo alla tua armatura. Ora sbrigati!

-Sono sempre lieto di aiutare una donna in pericolo – risponde Destino, attivando i circuiti temporali.

Ed un secondo dopo i Nova si ritrovano davanti solo stelle, perché la Damocle III è svanita.

 

Oltre il tempo

Ravonna stringe tra le mani la coppa dorata di vino che le ha dato Destino, mentre da una delle finestre del Castello Temporale osserva i Doombot che riparano lo scafo della Damocle III.

-Sei un uomo complicato, Destino. In pochi avrebbero dato inizio ad un’alleanza invadendo il ponte di comando della nave madre del proprio alleato.

-Avrei solo voluto essere più rapido, Lady Ravonna. L’attacco congiunto di Thanos e di Thor ha gravemente danneggiato la tua nave... quasi tutto può essere riparato, ma il motore temporale è ormai irrecuperabile.

-Quindi ora le mie uniche opzioni sono restare per sempre intrappolata in questo limbo extra-temporale od avventurarmi nel ventunesimo secolo.

-Non perdere le speranze, Lady Ravonna; con Destino al tuo fianco, c’è sempre una possibilità. Posso costruire un nuovo motore temporale, ma ci vorrà del tempo... perdona il gioco di parole.

-Cosa ne è stato di Thanos? E di Kang?

-Il Titano Pazzo è morto, o la cosa più vicina a lui possibile. In quanto al tuo amante, è stato catturato dai Vendicatori. Suppongo che tu voglia liberarlo?

-No. Kang è il mio passato... mi hai convinta che il futuro appartiene a me.

-Il mio cuore si rattrista nel sentirtelo dire, Lady Ravonna; nonostante la mia animosità verso Kang, è sempre una tragedia quando un amore si spegne.

-Sei un uomo molto strano, Destino. Molto strano e molto pericoloso. Ora, se vuoi scusarmi, devo ritornare alla mia astronave per ispezionare le truppe e ritirarmi per la notte.

-Il Castello Temporale è a tua disposizione, Lady Ravonna. In fondo, sei una regina.

-Ma non una stupida. So che ti importa solo di te stesso; almeno sii onesto nell’ammetterlo, non hai bisogno di fingere di rispettare il mio rango.

-Ma lo faccio, Lady Ravonna. Avrei potuto strapparti il cuore con le mie mani e gettare il tuo equipaggio nel Sole, se avessi voluto. La nostra alleanza è solo cortesia tra reali.

-Hm. Forse sei più simile a Kang di quanto tu voglia far credere, Destino – risponde Ravonna, allontanandosi senza nemmeno scambiare uno sguardo con Maximus che cammina nella direzione opposta.

-Sei davvero sicuro di volere che io la faccia entrare nell’Ordine Oscuro, Destino?

-Non mi fido di loro abbastanza da stabilire un’alleanza senza avere a disposizione le necessarie misure di sicurezza, Maximus. E nemmeno tu, altrimenti non mi avresti mai contattato.

-Anche questo è vero. Ne hai già parlato con i tuoi figli?

-Quando saranno pronti. Assicurati di non lasciare che intuiscano i miei piani; sono molto più percettivi di quanto tu possa pensare, specialmente Kristoff.

-Anche tu devi stare attento, Destino. Cosa succederebbe se Ravonna scoprisse che hai sabotato tu il motore temporale, e che volessi potresti rimandarla a casa anche adesso?

-In quel caso, Maximus, le cose si faranno davvero interessanti – risponde il Dottor Destino, osservando con orgoglio il premio che ha ottenuto oggi.

Thanos ha trovato la morte, Kang la prigionia, Ravonna l’umiltà... e forse lui, dopo aver vagato senza scopo per troppo tempo, ha ritrovato il proprio destino.

 

 

CONTINUA

 

Note

Tie-in con la saga iniziata su Vendicatori 99 e conclusa sull’epico Vendicatori 100, dove potete assistere allo scontro fra Thanos e gli Eroi Più Potenti Della Terra.

Poteva Destino mancare all’occasione? Ovviamente sì, ed i Vendicatori ne sarebbero stati più che felici, ma le cose non possono andare sempre bene agli eroi.

 

 

 



[i] Come visto durante Vendicatori MIT #99

[ii] nota: su Vendicatori MIT #99

[iii] nota: come visto su Vendicatori Costa Ovest MIT 37 ed Avengers Icons 45

[iv] nota: come visto su Vendicatori Costa Ovest MIT #37

[v] nota: su Young X-Men MIT #1-3

[vi] nota: come visto su Vendicatori MIT #100